Villa Paoletti a Mareno di Piave

Durante le mie passeggiate lungo le sponde del Monticano, c’è un gigante addormentato che non stanca mai di catturare il mio sguardo e il mio obiettivo: Villa Montalbano Balbi Valier Paoletti. Queste foto raccontano la sua bellezza silenziosa, ma anche il suo grido di aiuto.


Oggi, come vedete dai cartelli “Pericolo di Crollo” e dalle finestre vuote invase dall’edera, la villa versa in uno stato di abbandono doloroso. Ma la sua storia, che risale agli inizi del XVII secolo, ci parla di un passato ben diverso. Nata per volere della nobiltà veneziana, non era solo un elegante casino di caccia o una dimora estiva, ma il cuore pulsante di una vasta tenuta agricola, un centro di vita e lavoro che plasmava il paesaggio circostante.




Quando scatto queste immagini, non posso fare a meno di immaginare il cortile pieno del vociare dei braccianti, il rumore dei carri, e le storie di vita che si intrecciavano tra queste mura. Quanta ricchezza umana è passata di qui!






Il mio sogno è semplice, ma potente: non vorrei vedere Villa Paoletti restaurata per diventare un museo freddo e intoccabile, e nemmeno un albergo di lusso accessibile solo a pagamento e riservato a pochi privilegiati, ma un luogo di nuovo “abitato” dalla comunità. Me la immagino come un punto di incontro accessibile a tutti, dove le vecchie stalle diventano spazi per l’arte e la musica, le sale nobili ospitano un museo di storia locale, e il parco è un punto di ritrovo dove giovani e anziani si scambiano storie, proprio come un tempo.



Vedere quella lepre che si aggira silenziosa tra l’erba alta (una delle foto che amo di più) mi dà speranza. Ci ricorda che la natura sta solo custodendolo questo luogo, in attesa che torniamo a dargli vita, trasformando il “pericolo di crollo” in una promessa di rinascita.